Dipartimento di Medicina Legale
Storia del macrocomparatore

Il macrocomparatore, strumento di fondamentale importanza per il lavoro del perito balistico, nasce da un'evoluzione tecnica del microscopio comparatore. Una breve trattazione storica non può non iniziare da una descrizione delle evoluzioni di questo strumento.
Entrando nel criterio del microscopio comparatore e della microcomparazione è necessario mettere in evidenza l'origine di questo particolare strumento che fornì grandi possibilità di studio, di ricerca scientifica e di pratica applicazione nel campo della balistica forense e della balistica identificativa.
Il primo microscopio comparatore, secondo la storia a noi pervenuta, risulta studiato, elaborato e costruito dal tecnico americano Philippe O. Gravelle nel 1925. Proprio in quell'anno si costituì a New York il primo centro di balistica formato dai tre riconosciuti iniziatori di questa disciplina: Philippe Gravelle, John H. Fisher, e il famoso Colonnello Calvin Goddard. Calvin Goddard diverrà, in epoche successive, considerato il primo comparativista della storia della balistica forense, infatti raggiunse la massima notorietà negli anni 1926 - 27, quando nello stato americano del Massachussets si aprirono le fasi processuali del caso Nicola Sacco - Bartolomeo Vanzetti. Il caso ebbe inizio il 24 Dicembre 1919 in occasione di una rapina perpetrata alla periferia di Boston. In quel fatto criminoso vennero uccisi due guardiani e venne effettuata una rapina di 16.000 dollari. La polizia, dopo qualche tempo, venuta in possesso dei reperti balistici pertinenti alle armi impiegate in quel fatto, stabilì che queste erano di accertato calibro: 32 Smith & Wesson e 7.65 Browning. Quando i due sospettati (Sacco e Vanzetti) vennero arrestati nelle loro abitazioni, furono trovate due armi corrispondenti ai calibri dei reperti rinvenuti sui luoghi degli omicidi. Il processo si protrasse per molti anni nel corso del quale intervennero anche molti cosiddetti "esperti balistici" o ritenuti tali, senza però riuscire mai a dare un valore di positività attraverso lo studio dei reperti e delle armi in giudiziale sequestro.
Dal primo Luglio 1927, il procuratore dell'accusa del nuovo processo, decise di nominare come perito il Colonnello Calvin Goddard. Proprio in questa occasione, per la prima volta il microscopio comparatore, faceva la sua apparizione in uno dei più grandi processi che si fossero tenuti nelle aule di giustizia degli Stati Uniti d'America. In quell'occasione Goddard dimostrò in aula le nette collimazioni tra i proiettili ed i bossoli rinvenuti sul luogo della sparatoria mortale, e bossoli e proiettili sparati sperimentalmente dalla rivoltella e dalla pistola semiautomatica sequestrate ai due indiziati Sacco e Vanzetti. Le dimostrazioni dei parametri di compatibilità comparativa furono osservate profondamente anche dalla difesa arrivando acnh'essi a riconoscere quanto Calvin Goddard aveva ampiamente dimostrato.
Il caso Sacco-Vanzetti venne ripreso successivamente circa 30 anni dopo da tre noti esperti: J. S. Hatcher, F. J. Jurk, J. Weller, i quali riaprirono dal punto di vista tecnico-scientifico il caso riconducendo una serie di esami di identificazione microcomparativa, riutilizzando le due armi e i bossoli e proiettili relativi al caso sopra indicato. I tre esperti, utilizzando una strumentazione molto più sofisticata di quella usata all'epoca da Calvin Goddard, arrivarono, dopo un lungo e approfondito studio, alle stesse conclusioni alle quali Goddard era giunto nel lontano 1927.
Questa fu la prima applicazione reale di utilizzo di un microscopio comparatore in un'aula di giustizia. Successivamente questo strumento venne conosciuto anche in Europa dove venne sviluppato da note fabbriche d'ottica già allora all'avanguardia nella costruzione di microscopi.

Nel 1966 venne progettato e costruito un microscopio ottico comparatore interamente pensato e utilizzato dal perito balistico Luciano Cavenago allora consulente balistico della Squadra Mobile della Questura di Genova.
Il microcomparatore autocostruito comprendeva due obiettivi Reichert, un oculare da 5x e su tutta la struttura ottica era applicata una macchina fotografica Exakta VX1000 come mostrato nell'immagine. All'epoca, col microscopio comparatore sono state effettuate con buoni risultati alcune perizie in tema di microcomparazione affidate dalla magistratura italiana.

Facendo capo alle nuove esperienze, in considerazione dell'evoluzione che all'epoca era iniziata sia sotto il profilo informatico sia sotto il profilo ottico, si iniziavano esperienze pratiche con applicazione di telecamere elettroniche applicate sul microscopio comparatore Leitz. Le prime esperienze furono realizzate tra gli anni 1988 e 1989 come descritto anche nella nota rivista TAC (N. 4 - Aprile 1988).
Questa prima ricerca scientifica aprì la strada all'evoluzione del macrocomparatore elettronico tutt'ora in funzione presso il Centro di Balistica Forense di Genova.
In figura è rappresentata la prima applicazione ottica-elettronica dove si osserva la telecamera (JVC) applicata all'oculare del microcomparatore. L'immagine veniva osservata sul relativo monitor posto alla sinistra dello strumento. La stessa immagine veniva acquisita attraverso una delle prime schede digitalizzatrici in commercio dal computer posto alla destra. Le immagini venivano fotografate dal monitor e riprodotte in tempo successivo con i normali procedimenti di sviluppo e stampa fotografica.


Studio e realizzazione del macrocomparatore elettronico

Le prime ricerche, praticate per la realizzazione di questo nuovo strumento, iniziarono negli anni 1994-95. In quegli anni ed anche in tempi successivi ci siamo avvalsi della collaborazione scientifica di un tecnico che all'epoca operava presso il nostro centro di balistica come ausiliario esterno. Dovendo operare in modo analogico, le prime attrezzature utilizzate furono due telecamere e un mixer. In tempo successivo il sistema per il macrocomparatore venne applicato al microscopio comparatore Leitz, utilizzando solamente lo stativo ed i banchetti di supporto per i bossoli ed i proiettili. In questo ultimo periodo sono state apportate varie modifiche impiegando strumentazione di recente introduzione sul mercato, ottenendo risultati di altissima qualità soprattutto a livello delle immagini acquisite dalla scheda digitalizzatrice installata sull'elaboratore, utili per poter produrre una rapida dimostrazione agli inquirenti, potendo inviare in tempo reale quanto risolto negli studi di identificazione microcomparativa attraverso i rapidi sistemi comunicazione odierni.
Abbiamo ottenuto questi nuovi risultati grazie all'esperta collaborazione in campo informatico del dott. Mirko Innocenti attualmente inserito presso il nostro Centro di Balistica Forense. Le elaborazioni informatiche delle immagini acquisite sono di fondamentale importanza per l'attività di identificazione balistica poichè permettono di esaltare alcune caratteristiche delle impronte balistiche osservate nei modi di massima leggibilità, comprensibili anche dai non esperti della materia.